Dal 28 marzo al 2 aprile 2017
Teatro Tordinona – Sala Strasberg
Tutte le sere ore 20:45 – domenica ore 17:45

Piccola Compagnia impertinente
Presenta
La Milite Ignota

Con Ramona Genna
Regia di Pierluigi Bevilacqua






La sentenza della Fortezza da Basso, Bill Cosby, Sara Tommasi: abusi sessuali, fatti di cronaca e gossip. Queste le premesse de La Milite Ignota, la storia di un'aspirante attrice alle prese col provino più importante della sua vita. Dal finale a sorpresa. Il monologo doloroso e onirico di una donna a caccia di conferme. Su se stessa e sul proprio talento. Dove, naturalmente, ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.

Sabato 26 luglio 2008 alla Fortezza da Basso, a Firenze, succede qualcosa di terribile. Una violenza di gruppo ai danni una ragazza, poco più che ventenne. La giovane conosce alcuni di loro. La denuncia, le indagini, i rinvii a giudizio, i retroscena. Nel 2013 il Tribunale di Firenze condanna 6 imputati su 7, uno viene assolto, a 4 anni e mezzo di reclusione. La sentenza è del gennaio e sembra fare giustizia, a quasi 3 anni dall’inizio del processo. Un processo in cui il comune di Firenze si è costituito parte civile. Questa brutta storia sembra finire. Fino a quando i difensori dei 6 condannati ricorrono in appello. Nel marzo 2015 la Corte, ribaltando completamente la condanna, nelle quattro pagine della sentenza definisce la vicenda «incresciosa», ma «penalmente non censurabile». Secondo i giudici, la ragazza, bisessuale dichiarata, voleva con la sua denuncia «rimuovere» quello che considerava un suo «discutibile momento di debolezza e fragilità», ma «l’iniziativa di gruppo» non venne da lei «ostacolata». Scaduti i termini per il ricorso in Cassazione. La sentenza diventa definitiva. A luglio del 2016 sono state pubblicate le motivazioni. La milite Ignota è una pièce a metà tra cronaca e melodramma. La storia di una ex ragazza coraggiosa che oggi, così come ha scritto in una lettera, non desidera altro che l’oblio.
Una vittima che ha deciso di nascondersi, dopo una lotta eroica. Una donna che sarebbe incivile, da parte nostra, dimenticare: la milite ignota.

Note di regia
Affrontare una storia come questa pone una questione di principio: da che parte stare.
Per quanto il teatro, nella drammaturgia così come nella regia, il più delle volte non prevedano questa possibilità.
La verità è che non si riesce a decidere.
Da entrambe le parti ci sono elementi che non riesci a decifrare, sia per la complessità legata al fatto di cronaca da cui è liberamente tratto, sia perchè non si può indagare in modo esaustivo la psicologia femminile di un personaggio come questo.
Abbiamo preferito farlo fluire, dare alla sua voce tutto, verità, alibi, omissioni, emozioni costruite o pure.
I martiri non hanno sempre ragione, non hanno sempre torto. Sono simboli.

piccola compagnia impertinente

Sala Strasberg

21 – 26 Marzo 2017 ore 21:00 Domenica ore 18:00

INTORNO A SALOME’

regia 
VIVIANA DI BERT
con   
GIULIA PINZARI, 
STEFANO VILLANI, 
VALERIA DE MATTEIS, 
ANDREA FRAU, 
FILIZ ERCIYAS
ADRIANO GRECO



Sinossi

"Quel giorno il sole diverrà nero come un sacco di pelo, la luna diventerà come il sangue, e le stelle dal cielo cadranno sulla terra, come i fichi cadono dall'albero e i re della avranno paura."

Nel palazzo di Erode Antipa, dove egli vive con sua moglie, Erodiade, si sta svolgendo un banchetto che vede ospiti giudei, romani ed egizi.
La terrazza del palazzo è illuminata da una splendida ed incatevole luna, che presagirà all'ancella di corte e al Capitano delle guardie, perdutamente innamorato della principessa Salomè, ciò che il profeta Yokaanan annuncia dalla cisterna in cui è stato imprigionato.
Sventura e morte, in una partita a scacchi per il potere, dove il desiderio e il piacere carnale dettano le regole, lasciando che sia proprio la cecità della paura a commettere l'ennesimo omicidio
Dal 5 al 7 aprile
Diario perplesso di un incerto
di Fabio Salvati

Tempi moderni. Un negozio di dischi e di strumenti musicali.

Il titolare è in prossimità della chiusura di quell’esercizio che non risponde più ai tempi mutati. Tutto è cambiato –a cominciare dai negozi vicini- e lui non ha più intenzione di continuare: la gente non sa più che farsene dei supporti in vinile o degli strumenti acustici perché la domanda musicale si soddisfa altrimenti. Svenderà tutto, a cominciare dai dischi e dalla musica che ha contrassegnato i vari momenti della sua esperienza.
Ma tutto quello che è passato da lì è un pezzo della sua vita e tutto si porta inevitabilmente appresso una riflessione o una riconsiderazione di quanto ha vissuto.
Il suo racconto, illuminato da momenti di autentica comicità, viene contrappuntato da musica dal vivo che veste l’atmosfera su cui si poggia la narrazione.
Dal 23 al 27 Marzo
Compagnia “Libera la Luna” presenta

“Tre donne in mare”

di Vespina Fortuna

Regia di Antonella Maddonni










Ipotetico futuro prossimo. Gli stati europei sono allo sbando, hanno creato barriere ed eretto muri chiudendosi in se stessi. Ormai è la malavita a farla da padrona senza più controlli. Chi può scappa in mare, ripercorrendo a ritroso il viaggio dei migranti d’un tempo. La meta è l’Africa: un luogo ritornato alla pace dopo tante sofferenze, pronto ad accogliere ed ad essere ricostruito.
Protagoniste della storia sono tre donne:
Maria, una madre coraggiosa che ha sacrificato la propria vita per salvare la figlia;
Emma, una giornalista che si è presa a cuore la vicenda di Maria;
Consuelo, figlia adolescente di Maria, all’oscuro del sacrificio materno, cresciuta con i nonni e, credendosi abbandonata dalla madre, si è affidata ingenuamente alle mani di un uomo senza scrupoli.
Tre donne diverse, in fuga dalle violenze subite e alla ricerca di nuove possibilità, partono in barca a vela facendo rotta verso l’Africa, un viaggio lungo e difficile nel quale riscopriranno se stesse, i propri sentimenti e impareranno a conoscersi l’un l’altra.
Ce la faranno a ricostruirsi una nuova vita insieme?

Note di regia.

Il testo è ovviamente molto attuale, ma capovolge il nostro punto di vista rispetto al fenomeno dell’immigrazione: e se fossimo noi costretti a fuggire dal nostro paese?
Qui la prospettiva è dalla parte di tre donne, diverse per estrazione sociale ed età.
Protagoniste della scena saranno le loro voci e le loro emozioni.
L’allestimento scenografico farà da sfondo ai diversi episodi, al trascorrere del tempo su una barca che scandirà il passaggio tra le diverse fasi emotive e di crescita delle tre protagoniste.

L’autrice.

Testo inedito di Vespina Fortuna, questa la prima messa in scena.
Animo inquieto, cuor gentile. E’ la definizione migliore per descrivere in quattro parole, quattro, l’essenza di Vespina Fortuna. Inquietudine e gentilezza sono infatti gli elementi che nei suoi romanzi, fiabe, racconti o drammaturgie camminano sempre insieme intrecciandosi. Più che storie le sue, sembrano orditi nei quali descrive con amore i propri personaggi rammendando con ago e filo gli strappi prodotti dal loro lato peggiore e dalle debolezze. I suoi ricami letterari, così delicati e aggraziati, arrivano al cuore in punta di piedi con l’intento di spingerci a guardare con benevolenza anche l’altra faccia della medaglia, quella in ombra.
Libri pubblicati: “Il principe di Udjana”, ed. L'Oleandro Arga;“La leggenda dei Plunolingi. Il popolo del sottosuolo” ed. Fefè collana Ologrammi poetici; “Quatruo corpuli et quatruo capulei. Tre fiabe mitologiche scritte in una lingua misteriosa” ed. Fefè collana MiniFefè.

Tamburino.

Ipotetico futuro prossimo. Gli stati europei sono allo sbando, hanno eretto muri chiudendosi in se stessi e la malavita fa da padrona. Protagoniste della storia sono tre donne, diverse per estrazione sociale ed età, alla ricerca di nuove possibilità partono in barca a vela, un viaggio difficile nel quale riscopriranno se stesse e impareranno a conoscersi l’un l’altra. Ce la faranno a ricostruirsi una nuova vita insieme?
Testo inedito della scrittrice Vespina Fortuna. Compagnia Libera la Luna. Regia di Antonella Maddonni.
Con Silvana Biagini, Gloria Cinque e Francesca Ricciardi. Scene Paolo Pioppini.

Elettra, biografia di una persona comune di Nicola Russo
tratto dalle parole di Elettra Romani
elaborazione drammaturgica Nicola Russo, Sara Borsarelli

regia Nicola Russo
con Sara Borsarelli, Nicola Russo
e la partecipazione straordinaria di Elettra Romani
video scene costumi Giovanni De Francesco
luci Cristian Zucaro
suono Jean Christophe Potvin
coreografie Stefano Bontempi
direzione musicale Gabriella Aiello
assistente alla regia e organizzazione Isabella Saliceti
progetto grafico Liligutt Studio
produzione MONSTERA
spettacolo vincitore del E45 Napoli Fringe Festival 2010

Elettra Romani è stata ballerina e poi attrice di avanspettacolo dagli anni 40 in poi. Abbiamo parlato con lei e registrato la sua voce. Abbiamo ascoltato la sua storia, uno spaccato dell’Italia dagli anni venti dal punto di vista di una lavoratrice dell’avanspettacolo che l’Italia l’ha girata in lungo e in largo. La sua voce ci ha parlato del teatro di avanspettacolo dai suoi momenti di gloria al suo lento disfarsi. Lo spettacolo è una riflessione sul senso del racconto di una vita. Su cosa è possibile raccontare della propria esistenza, su come scegliamo di farlo, sul significato di una biografia.

La storia di Elettra viene narrata in prima persona dai due attori in scena, assumendo di volta in volta aspetti contrastanti e a volte opposti della sua personalità in un monologo a due voci per giocare sul doppio, sulla spudoratezza di dire le parole di una donna di ottantotto anni come se fossero le proprie. Alle loro spalle un video silenzioso (realizzato dall’artista Giovanni De Francesco) con il volto di Elettra oggi, che guarda un film di cui si indovina lo scorrere delle scene attraverso i riflessi di luce sul suo viso. Il racconto procede a volte come se fosse al presente e a volte come se gli attori ricordassero i ricordi di qualcun altro.
Alle parole del racconto di Elettra si aggiunge un materiale di repertorio di brani dell’avanspettacolo ricavato dai suoi ricordi. Un materiale inedito e preziosissimo proprio perché ricavato dalla memoria di una delle protagoniste di quell’epoca. Siparietti, canzoni, sketch, diventano la punteggiatura dello spettacolo, un’antologia di brani straordinariamente in relazione con la vita avventurosa e tragica della protagonista della storia.
Numeri a volte veri, a volte solo citati, ricordati, come se arrivassero suggeriti dall'immagine proiettata alle spalle degli attori, dalla vecchia signora che guarda riguardata la propria esistenza. Attraverso questi modi diversi ma complementari di raccontare un’unica storia si vuole indagare la biografia di una persona che non è diventata famosa, di una persona comune, ma comunque speciale.
Sala Strasberg - Teatro Tordinona
Rassegna permanente di eventi teatrali contemporanei

Reperimento progetti stagione 2016/17

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Chiamata Pubblica

Rassegna permanente di eventi teatrali contemporanei

Il Teatro Tordinona vuole raccogliere progetti per la stagione in corso 2016/17 da mettere in scena presso la Sala Stasberg.

Si cercano opere di prosa e o interdisciplinari, originali o riadattamento da repertorio classico, realizzate da compagnie e artisti di ogni età. I progetti potranno costituire spettacolo intero o parte di spettacolo più ampio, in questo caso dovrà essere garantito il senso compiuto, nel caso di corti teatrali della durata inferiore a 35 minuti la compagnia dovrà accettare l’accoppiamento nella stessa serata con un altro spettacolo.

I progetti verranno selezionati in base a:

- dettagliata scheda artistica e tecnica, curriculum della compagnia e/o degli artisti coinvolti.

La tipologia dello spazio della Sala Strasberg predilige i monologhi, i soli, e gli spettacoli ridotti nelle dimensioni della scenografia.

Le opere selezionate verranno messe in scena nel corso della stagione 2016/17, secondo un calendario che verrà redatto successivamente alla selezione dei progetti e comunicato ufficialmente alle compagnie selezionate.
L’organizzazione sottoporrà alle compagnie un regolare contratto da firmare a percentuale 50/50.

Si può inviare anche più di una singola proposta.

La Sala Stasberg del Teatro Tordinona ha le seguenti dimensioni mt.4,20 larghezza, profondità mt.5, altezza mt 5,50, posti 40.

inviare il materiale secondo la scheda allegata a : benedettiulisse@gmail.com - gianluca.riggi70@hotmail.com

info : 06.7004932