Teatro Tordinona Sala Strasberg Dal 14 al 19 Novembre ore 20:45 domenica ore 17:45 SOPHIE DEL CABARET DADA (Versi e musica tra D...

Teatro Tordinona
Sala Strasberg


Dal 14 al 19 Novembre ore 20:45
domenica ore 17:45

SOPHIE DEL CABARET DADA

(Versi e musica tra Dadaismo e tradizione pugliese)
di Enrico Bernard

con Virginia Barrett e Teodora Nadoleanu ( attrice, danzatrice, performer)
Coreografie ispirate alle creazioni di Sophie Taeuber Arp a cura di Teodora Nadoleanu
Costumi di Sofia  Viehover
Realizzazione video: Kaspar Mann
I quadri delle proiezioni sono di Monia Romanelli
Regia di Enrico Bernard

Nota dell'Autore.
Il testo si ispira alla vita e all'avventura artistica di Sophie Taeuber Arp, compagna di Hans Arp  tra i fondatori del movimento DADA, il cui Manifesto compie cento anni.  Musa ispiratrice e animatrice dei giovani artisti  che nel periodo a cavallo della Prima guerra mondiale realizzarono  a Zurigo il sogno di una rivoluzione totale nel campo della creatività  aprendo le porte alle moderne concezioni  del surrealismo e del teatro dell'Assurdo fino a Andy Wahrol e alla concezione della "leggerezza" di Italo Calvino -  la figura di Sophie è sempre passata in secondo piano perché offuscata dalle grandi personalità maschili che animavano il gruppo  Dada. Oltretutto il suo carattere di donna portata all'attività artistica concreta (fu sarta, coreografa, costumista e pittrice) non hanno finora permesso una valutazione complessiva del suo apporto  all'idea  dadaista.  La funzione determinante di Sophie fu infatti quella di spingere la ricerca dadaista sul campo della realizzazione pratica delle formulazioni teoriche stimulando così la creatività su un piano di concretezza  non solo dello spirito, ma anche della produzione manuale di perfomance e oggetti artistici.
Nel testo vengono messe in luce le influenze che il  modo rivoluzionario dada  di concepire la realtà ebbe sia in chiave politica (le frequentazioni con Lenin a Zurigo) sia in chiave di pensiero scientifico: poco infatti si è finora indagato sulle correlazioni tra la "relatività" di Einstein (presente a  Zurigo nel periodo in questione) e il relativismo antiformalistico dei dadaisti. Nel testo si azzarda anche l'ipotesi di un   incontro dal vivo tra Einstein, i dadaisti e Lenin. Un incontro storicamente  non dimostrato ma culturalmente possibile  data la presenza contemporanea a Zurigo di questi personaggi intorno al mitico Cabaret Voltaire, luogo di riunione dei giovani dada.
In un momento culturale in cui imperversa il piatto realismo, il documentarismo, il testo intende distinguersi  da una semplice forma documentaria e narrativa; per questo si è adottata una  dimensione "poetica" in modo da riferirsi a  fatti storici e eventi personali nella  forma  del  pensiero interiore ed onirico  che solo  il  ritmo del  "rap" può  tradurre in  un esperimento  di  "scrittura immediata". Ciò  al fine di realizzare quella  "poetizzazione del mondo" che i dadaisti, prosecutori e critici del futurismo e anticipatori delle tecniche surrealiste, intesero realizzare anche con rime da filastrocca o onomatopeiche.
Il Dadaismo del Cabaret Voltaire di Zurigo riceve una spinta dal futurismo italiano del primo ‘900 e, attraverso Petrolini, torna come un boomerang ad influenzare, nella seconda metà del ‘900, l’avanguardia italiana ed, in particolare, il pugliese Carmelo Bene. Carmelo costruisce la marionetta umana sulla falsariga delle esperienze dadaiste in cui emerge il tema della marionetta vivente.
Il testo punta i riflettori sul tema della marionetta come rientro centrale dell’esperienza dell’avanguardia, dal manifesto dadaista ad oggi. In Puglia essa trova epigoni non solo in Carmelo Bene, ma nella struttura del cabaret che si sviluppa a Bari e provincia dalla fine degli anni ’60 e di cui Lino Banfi è un altro esempio. Se poi pensiamo che molti movimenti delle coreografie surrealiste vengono a ritrovarsi nella pizzica o viceversa la danza tradizionale pugliese influenza l’estetica dadaista, si viene così a mostrare un inatteso legame tra il circolo dadaista del 1916 e la tradizione pugliese.

Teatro Tordinona Sala Pirandello Dal 16 al 19 Novembre ore 21 Sabato ore 21:30 Domenica ore18 EL Che Guevara, l’uomo dietro la l...

Teatro Tordinona
Sala Pirandello


Dal 16 al 19 Novembre ore 21
Sabato ore 21:30
Domenica ore18

EL
Che Guevara, l’uomo dietro la leggenda
A cinquant’anni dalla tragica scomparsa del più giovane Cavaliere della Rivoluzione, Luca Milesi e Antonio Nobili tornano insieme per far parlare l’uomo Che Guevara, l’essere umano nascosto dietro la leggenda.
Con la collaborazione artistica di TeatroSenzaTempo, la Compagnia Enter salpa di nuovo sul Gramna, l’imbarcazione che nel 1956 partì dal Messico per portare la Rivoluzione dei Barbudos nell’isola di Cuba. Torna dunque sulla scena lo spettacolo del peruviano Edgardo De Habich, già rappresentato con successo dagli stessi organizzatori nel 2012 e nel 2013. Luca Milesi dirige un formidabile cast composto da Antonio Nobili nel ruolo del Che, Maria Concetta Liotta, Serena Renzi, Alberto Albertino, Francesco Sotgiu, Ilario Crudetti, Stefano Di Giulio ed Eleonora Zepponi.

Accade tutto in una notte di tempesta. Un piccolo sacerdote di montagna (Maria Concetta Liotta) ha dato rifugio ad un ranger dell’esercito regolare boliviano (Serena Renzi), colto di sorpresa dalla pioggia. Il giovane prete si dimostra un grande ammiratore del coraggio umano del Cristo di Vallegrande, come venne soprannominato il Che nei luoghi in cui trovò la morte. L’intervento del giovane nipote del prelato rompe l’equilibrio: senza indugi, riconosce in quello del ranger il volto dell’assassino di “EL”. Ha inizio così una straordinaria “confessione reciproca” fra il prete e il soldato, alle spalle dei quali irrompono con la stessa carica rivoluzionaria che avevano in vita gli uomini protagonisti della Rivoluzione più vicini ad “EL”, interpretato da uno straordinario Antonio Nobili. La storia di “EL” procede per flash in appassionanti azioni collettive che coinvolgono l’intero cast di interpreti. Il piccolo prete conduce la macchina da presa attraverso il reciproco specchiarsi delle vite di Cristo e del Che e il mutuo osservarsi fra due delle coppie più famose dell’immaginario ispanoamericano, Don Chisciotte-Sancho & Castro-Che Guevara.
Se la Rivoluzione è Dulcinea del Toboso chi degli ultimi due ha più diritto a giacere di nuovo nel suo letto?

EL
Che Guevara, l'uomo dietro la leggenda
Testo di Edgardo De Habich
Traduzione di Naila Marganella
Adattamento e Regia di Luca Milesi
con Antonio Nobili nel ruolo del Che
Teatro Tordinona – Sala Pirandello
Via degli Acquasparta, 16 - Roma
Dal 16 al 19 novembre 2017
(16 e 17 novembre ore 21, il 18 novembre alle 21:15, il 19 doppia replica alle 17:30 e alle 21.15)
Prezzi: Intero € 15, Ridotto € 10, Special € 8. (Costo aggiuntivo per la tessera del teatro €3)
Infoline e Prenotazioni:
Teatro Tordinona 06 700 4932
Riferimento Produzioni 366453808
Crediti Scene e Costumi: Compagnia Enter - Ufficio Stampa: Monica Brizzi in collaborazione con MF Press - Foto di Locandina: Massimo Lupo Turris

Teatro Tordinona dal 7 al 10 Dicembre  TRE SULL'ALTALENA   Di Luigi Lunari Con Stefania Benincaso, Arianna Gaudio, Stefania Aluzzi ...

Teatro Tordinona


dal 7 al 10 Dicembre 


TRE SULL'ALTALENA 

Di Luigi Lunari
Con Stefania Benincaso, Arianna Gaudio, Stefania Aluzzi
e con Nicola Ciccariello
Regia Roberto Negri
Scene Giacomo Martelli
Musiche Marcello Fiorini
Foto di scena Marco Borrelli
Una Produzione Apulia Arte, Turismo e Cultura



NOTE DELL’AUTORE

Tre sull'altalena è la mia commedia più nota e fortunata. Scritta nel 1990, vero e proprio trionfo al Festival di Avignone nel 1994, tradotta in ventotto lingue, correntemente rappresentata in tutto il mondo.
Il cast prevede tre uomini e una donna, oppure quattro uomini. Ma molte volte mi  è accaduto di vederla rappresentata con una o più donne in questo o quel personaggio. Da un lato la prova del fascino che essa esercita anche sulle attrici, dall'altro lato un risultato sciagurato: i miei personaggi sono profondamente maschili, e interpretati da donne suonano falsi e fuori luogo.  Un proverbio inglese dice "If  you can't beat them, join them", che vuol dire - a un dipresso - se non sai liberarti da un guaio, adéguati".  Su questa strada mi sono ricordato di quello che ha fatto Neil Simon riscrivendo al femminile "La strana coppia", originariamente pensata per Jack Lemmon e Walter Matthau (che tra l'altro avevo avuto l'occasione di tradurre per Monica Vitti e Rossella Falk).  Ho dunque  ripensato a "Tre sull'altalena" in chiave femminile, conservando gli snodi comici, ma cambiando le motivazioni, la psicologia, i rapporti reciproci, le interazoni e il linguaggio stesso dei personaggi.
Mission accomplished?  L’ho potuto verificare il 24 febbraio del 2017 a Lucera, dove ha avuto luogo - grazie ad Apulia Arte, Turismo e cultura  - la "prima mondiale" di questo mio ultimo lavoro. "Prima mondiale" può suonare un po' enfatico: ma come altrimenti si può definire  la prima volta che un testo viene rappresentato al mondo?

Luigi Lunari


Note di Regia

Il testo di Lunari ha una storia straordinaria: dal 1990 ad oggi più di 6000 rappresentazioni in 25
nazioni del mondo, un vero successo planetario.
Principale motivo per una nuova messa in scena è che in questa occasione, per la prima volta da sempre, l'autore ne presenta una versione “al femminile”, adeguata ed aggiornata alla contemporaneità, conservando la dirompente carica ironica e dissacrante propria di questo eccezionale lavoro.
Tre persone, tre donne che non si conoscono si incontrano casualmente nella stessa sala d'aspetto, credendo di essere in tre posti diversi. La combinazione vuole che un evento straordinario le costringa in questo ambiente, loro malgrado, e a questo punto il maestro Lunari inventa dialoghi e situazioni per questa convivenza forzata di grande spessore psicologico ma al tempo stesso di grande ironia. Il contesto paradossale induce le tre protagoniste a ritenere di trovarsi in un limbo esistenziale, forse preludio della fine...
Nella conclusione, a sorpresa, un semplice uomo delle pulizie forse incarna la “Verità” e la “Luce”.. e a questo punto risuonano evidenti echi beckettiani e rimandi e citazioni della migliore letteratura fantastica italiana da Calvino a Campanile.
La restituzione scenica di queste suggestioni diventa semplice rispettando la ricchezza testuale e situazionale proposta, strutturando l'azione in forma immediata e diretta, tale da rendere altrettanto immediata la partecipazione dello spettatore.
Abbiamo privilegiato la colloquialità della dialettica, spesso anche filosofica, per esaltare le qualità comiche e surreali dei personaggi.
Un testo di grande modernità, un'occasione per affrontare con levità temi universali.

Roberto Negri