L’Associazione Culturale Beat 72
presenta:

dal 2 al 13 Agosto 2016

Convergenze Urbane due punto zero

Parco Leonardo Sinisgalli (Via Ponte di Nona)

TEATRO – DANZA - PERFORMANCE – MUSICA – INSTALLAZIONI VIDEO E INTERVENTI URBANI

Dal 2 al 13 agosto l’associazione culturale Beat 72 propone dodici giorni di teatro, danza, musica e perfomance, per ospitare pratiche artistiche del contemporaneo, promuovendo artisti emergenti, che sappiano coniugare l'innovazione nelle forme espressive e nei format proposti nonché nella presentazione di opere inedite nel parco Leonardo Sinisgalli nel quartiere Nuova Ponte di Nona a Roma.
Convergenze Urbane 2.0 è un nuovo progetto di Ulisse Benedetti e Gianluca Riggi che sceglie la periferia, ed è realizzato con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con la Siae, nell’ambito dell’Estate Romana 2016. Si tratta di un progetto di contaminazione urbana, aperto all'imprevedibile, dinamico nei confronti delle urgenze espressive e delle esigenze del fruitore, un presidio culturale per lo scambio di esperienze della cultura contemporanea internazionale attraverso un programma di performance artistiche, teatro, musica, danza, letture, conversazioni, fotografia, eventi di carattere interdisciplinare e interventi urbani. Si vuole offrire ai cittadini e ai turisti un'opportunità per “leggere” la città in maniera diversa, nell'intento di far scoprire luoghi, beni culturali e ambientali che sono fonte di ispirazione e narrazione: location del teatro della vita. Convergenze è anche pensata per essere un significativo momento di aggregazione sociale e culturale per una maggiore vivibilità degli spazi pubblici.
Nella rotonda di via Chiodarelli del Parco intitolato a Leonardo Sinisgalli tantissimi eventi da non perdere che guardano all’oggi e pongono la periferia al centro dell’incontro e del fermento contemporaneo tra teatro, musica, danza installazioni e performance.
Apre la programmazione il 2 agosto The black is the new black spettacolo teatrale nato all’interno del progetto Black Reality realizzato con otto migranti del centro Staderini, con la regia di Gianluca Riggi. La donna fine del mondo di Duccio Camerini arriva dalla Serbia ispirato a racconti tradizionali serbi e agli scritti del premio Nobel Ivo Andric. La drammaturgia contemporanea dalla Serbia corre in Norvegia per arrivare in Sicilia nella Medea di Øystein Stene e Maria Sand, dove il drammaturgo norvegese sceglie di portare in vacanza una coppia italo-norvegese in vacanza. La voce in umana di Carniti interpretata da Carmen Giardina propone una rilettura ritmica e musicale del testo di Cocteau che scopre le pieghe della comicità nella disperazione della nevrosi del mal d'amore.
Gianluca Riggi porta in scena con Roberta Castelluzzo il processo a Giulio Andreotti ne L’assoluzione dove la realtà e freddezza degli atti processuali diviene tragicamente comica. La manifestazione che si propone come luogo di tutte le arti la danza sarà quella della compagnia Aleph con The Wait o quella di Alessandra Cristiani che per Residuale sceglie Aracne e l’ebbrezza della trasformazione. Musica e musicalità nella ricerca di Mauro Tiberi e nel suo L’interno di Babele. Tre giorni di Performazione con Antonio Bilo Canela da Le metamorfosi di Ovidio, per conoscere una modalità collaudata di spettacolo e incontro imprevedibile tra dionisiaco e apollineo. La Performazione (Performaction) è una forma d'arte che fonde Performance Art e Teatro, strutturando un sistema di studio e pratica che preveda il superamento definitivo e l'abbandono del concettualismo. Nel contesto della Performazione, il Performer si dona alla scena della "rappresentazione" senza alcun riferimento: è agito nel Vuoto. Di contro, ogni performance, unica ed irripetibile (il Dionisiaco), è preceduta da un approfondito e vorace studio di ciò si è scelto essere la "materia" della Performazione (l'Apollineo). Tra gli interventi urbani anche Un viaggio nella poesia e nella canzone classica napoletana dal 1800 al 1950 a cura Nuccio Siano ma molte altre sorprese.

Dal 2 al 13 agosto
PARCO LEONARDO SINISGALLI
Ingressi Via Ponte di Nona – via Raoul Chiodarelli 
Info 067004932 teatrotordinona@gmail.com

Spettacolo: The Black is The New Black


PROGRAMMA
2 Agosto
Ore 21,15 The Black Is The New Black Ore 22,30 Il Primo Bacio
3 Agosto
Ore 21,15 La Donna Fine Del Mondo (Regia Duccio Camerini) Ore 22,30 L'interno di Babele (Mauro Tiberi)
4 Agosto
Ore 21,15 The Wait (ALEPH) 5 Agosto
Ore 21,15 Residuale/Aracne (Alessandra Cristiani)
6 Agosto
Ore 21,15 L’Assoluzione
Ore 22,30 Don Quixote - Eventi A Carattere Interdisciplinare
7 Agosto
Ore 21,15 L’Assoluzione
Ore 22,30 Don Quixote - Eventi A Carattere Interdisciplinare
8 Agosto
Ore 21,15 Medea (Regia Sandro Mabellini)
9 Agosto
Ore 21,15 Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone a cura di Bilo Canella Ore 22,30 Medea - Eventi A Carattere Interdisciplinare
10 Agosto
Ore 21,15 Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone a cura di Bilo Canella Ore 22,30 Interventi Urbani
11 Agosto
Ore 21,15 Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone a cura di Bilo Canella Ore 22,30 Interventi Urbani
12 Agosto
Ore 21,15 La Voce In-Umana
Ore 22.30 Interventi Urbani – Radio P - a cura di Greco/Riggi
13 Agosto
Ore 21,15 Un viaggio nella poesia e nella canzone classica napoletana dal 1800 al 1950 a cura di Nuccio Siano
3-5-8-10-12 Agosto
LETTURE PER BAMBINI "Le ore della fantasia" a cura di Anna Maria Loliva dalle ore 18 alle 20


Prosa

THE BLACK IS THE NEW BLACK
(il nero sta bene su tutto - secondo studio)
Laboratorio e spettacolo a cura di Gianluca Riggi e Flavio Ciancio / Black Reality regia Gianluca Riggi, con la collaborazione di Carlo Gori, Elena Garrafa
Laboratorio e spettacolo con i migranti del C.A.R.A. Staderini e Boutros Popos
A conclusione del laboratorio teatrale tenuto con i ragazzi del Centro Staderini, proponiamo uno spettacolo performativo con ragazzi africani. Il lavoro a cura di Gianluca Riggi con la collaborazione di Carlo Gori è un visione surreale dell'ipocrisia che pervade la nostra società europea nel rapporto con le migrazioni, ove assistiamo quotidianamente alla spoliazione della loro umanità per divenire “pacchi”, “sacchi della spazzatura” da spedire e spostare verso nuove destinazioni, senza che nessuno veda, senza che nessuno protesti, senza che nessuno parli. Durante i laboratori abbiamo vissuto con gli ospiti del centro di accoglienza l'esperienza del “pacco” umano, ed abbiamo deciso di provare a restituirla sulla scena teatrale. Non c'è pacificazione in questa società, per citare Caligola di Camus, siamo tutti vittime e carnefici.
In collaborazione con Centro Culturale Municipale Giorgio Morandi, Centro di Accoglienza
Staderini, Nicola Sereni, Paola Di Sabatino, Federica Fiorenza.
Da cinque anni il progetto Black Reality ha accolto e formato attraverso il teatro giovani provenienti dal Mali, dalla Guinea, dal Gambia, dalla Nigeria, dal Marocco, dall'Algeria, dalla Tunisia, dall'Egitto, dalla Somalia, dall'Eritrea, dall'Etiopia, dall'Iraq, dall'Afghanistan, dal Kurdistan, dal Pakistan, dal Bangladesh, dal Brasile, dalla Colombia, dalla Cina, dall'Ucraina, collaborando con Sprar e Centri di Accoglienza su tutto il territorio della Provincia di Roma.

LA DONNA FINE DEL MONDO
Ispirato a racconti tradizionali serbi e agli scritti del premio Nobel Ivo Andric Uno spettacolo di
Nuccio Camerini
Duccio Camerini
In collaborazione con l'ambasciata Serba in Italia
La storia di un paese intero, di una comunità, negli ultimi due secoli.... l'aspra Serbia del passato mai così vicina all'Italia di oggi, vista attraverso l'ingombrante presenza di una donna bellissima e perversa, che inguaia la vita di popolani e notabili, preti e politici... I “cento anni di solitudine” del popolo serbo raccontati con l'inquietudine, l'umorismo e la disperazione slavi, in un racconto fulminante, atroce e ridicolo, proposto da “La casa dei ricordi” come teatro di narrazione e musica, vissuto ed evocato, un concerto di parole, strumenti, note, rumori, immagini...che ha per tema le differenze umane, il rapporto col mistero femminile, la formazione di un'identità territoriale ...
”La casa dei racconti” propone un racconto emozionante e musicale, divertente e doloroso ricco di tutte quelle contradizioni che emergono dalla scrittura magneti di Andri.
“In ogni donna c'è un diavolo che bisogna ammazzare o con il lavoro, o facendola partorire, o con tutte e due le cose... se la donna non ci sta, allora bisogna ammazzarla davvero”
IL PRIMO BACIO
E’ stato tenero, imbarazzante, sensuale, imbranato, selvaggio, schifoso, curioso, casto, umido, sfuggente, viscido, erotico, fraterno, vampiresco, timido, violento, a bocca chiusa o linguacciuto, da serpente o da pesce? Lui/Lei chi era? E come è andata la serata? Renato Giordano, autore e regista dello spettacolo, anima e corpo in scena che testimonia il passaggio ideale generazionale del rito iniziatico del “Primo bacio”, ha con intelligenza e tatto artistico attinto a piene mani dall’eccezionale serbatoio di nuovo promesse del mondo dello spettacolo costituito da eventi come Amici, il Grande Fratello, ed X Factor.

L'ASSOLUZIONE 
di Gianluca Riggi
con Gianluca Riggi- Roberta Castelluzzo
Gianluca Riggi
“Da un format già studiato e sperimentato in occasione dello spettacolo Aracnofobia, che
teatralizzava in maniera semplice ed immediata gli atti parlamentari della legge 4198 anno 2003, trasformando la lettura in evento teatrale e dando alla stessa una motivazione, si è deciso di portare avanti la sperimentazione applicandola agli atti processuali riguardanti famosi ed importanti uomini politici italiani, con particolare attenzione al “Processo del Secolo” che ha avuto come protagonista l’onorevole Giulio Andreotti.
La comicità è insita nelle parole dei testimoni appartenenti alla “Famiglia”, nella difesa dell’onorevole, ormai senatore a vita, e divino Giulio, non v’è bisogno di aggiungere, basta riportare fedelmente i testi trascritti dagli stenotipisti, cucirli tra loro senza operare alcun adattamento, se non taglio, vista la mole di documenti a disposizione, per avere un testo teatrale di stampo eduardiano, e per fornire i mezzi agli spettatori di giudicare e dare una inevitabile ASSOLUZIONE!
Purtroppo la storia giudiziaria del nostro paese in questi ultimi anni si presta alla più brechtiana delle operazioni ... La storia della mafia, di Cosa Nostra, è purtroppo la storia del nostro stesso paese, ogni omicidio eccellente può essere legato alla mafia, direttamente o indirettamente, è uno stato nello stato, ma è questo secondo stato ad aver governato realmente le sorti del nostro paese, tutti coloro che hanno pensato di poter utilizzare la mafia ed i suoi soldi per i propri fini sono rimasti schiacciati dalla mafia stessa, da Sindona a Berlusconi, da Salvatore Giuliano a Giulio Andreotti. Perché la mafia, Cosa Nostra, è fedele solo a se stessa, e nei decenni ha mirato solo alla propria salvaguardia e sopravvivenza, concedendo al carcere anche uomini eccellenti, Riina, Brusca, Calò, Provenzano, pur di poter garantire la propria continuità.
E’ un lavoro basato su una teatralità essenziale e spoglia carica di significati, non solo di cronaca giudiziaria come potrebbe sembrare a parlarne in un comunicato, la parola ed il corpo dell’attore esaminati nelle differenti dinamiche in contatto con gli spettatori, perché tutto il teatro dell’Archimandrita si è sempre definito sul rapporto continuo con il pubblico che entra nello spettacolo, talvolta sul palcoscenico, talvolta diviene egli stesso attore, ma mai è chiamato solo ad assistere, sempre e comunque è prevista per lo meno la partecipazione emotiva.

MEDEA
(prima rappresentazione)
di Øystein Stene e Maria Sand
Sandro Mabellini
Traduzione Kristian Bjørnsen
In collaborazione con Reale Ambasciata di Norvegia e Circolo Scandinavo. Uno spettacolo di Sandro
Mabellini Una coppia italo-norvegese va in Italia per trascorrere un periodo di vacanza in Sicilia. Il rapporto tra i coniugi è entrato in crisi dopo che i due hanno adottato un bambino disabile e la loro ricerca di una nuova esperienza che possa dare nuova vita al rapporto li conduce a una relazione a tre con la donna siciliana che li ospita. Ma dopo un primo momento di leggerezza il gioco degenera al punto da mettere a rischio l'incolumità fisica del bambino.
Øystein Stene è un apprezzato romanziere, drammaturgo, sceneggiatore e regista teatrale e cinematografico norvegese. Nella sua Medea, ricrea in un contesto contemporaneo il mondo dei miti e degli Dei dell'antica Grecia. Stene è legato alla KHIO di Oslo, che negli ultimi anni la ha coprodotto spettacoli con alcuni dei maggiori gruppi di ricerca a livello mondiale come She She Pop, Rimini Protokoll, Veronika Boekelmann e Gob Squad. Nella sua Medea, ricrea in un contesto contemporaneo il mondo dei miti e degli Dei dell'antica Grecia.

LA VOCE IN-UMANA
Carmen Giardina
da Jean Cocteau
Con Carmen Giardina Regia Marco Carniti
LA VOCE IN UMANA da Jean Cocteau riletta da Marco Carniti diventa un gioco ironico di teatro dell'assurdo che incastra la nostra dolorosa protagonista in un ingranaggio infernale di routine quotidiana. Una farsa sull'amore dei nostri giorni.
Una rilettura ritmica e musicale del testo originale che scopre le pieghe della comicità nella disperazione della nevrosi del mal d'amore. “L'amore è solo follia, e si merita solo una stanza al buio e una frusta come per i pazzi.
Il solo motivo per cui gli innamorati non vengono puniti e curati è perché questo tipo di pazzia è talmente diffuso, che chi dovrebbe frustare è a sua volta innamorato” Shakespeare “As you like it”


Danza

RESIDUALE
ARACNE
Alessandra Cristiani
azione performativa nata per il lavoro ‘Metamorfosi.(di forme mutate in corpi nuovi)’ di Roberto
Latini, Fortebraccio Teatro di Alessandra Cristiani
da Ovidio libro VI
“... subito il crine toccato dal medicamento funesto
cadde e col crine caddero il naso e gli orecchi ...
ventre è quel tanto che resta, da cui vien traendo gli stami ...”
Aracne di Colofone, giovane e già abile tessitrice osa sfidare l’arte nel ricamo della dea Atena. Per la sua determinazione, per l’incanto e l’acume delle sue opere viene punita dalla divinità e tramutata per sempre in ragno. L’azione performativa affronta direttamente il nucleo dell’episodio: l’ebbrezza della trasformazione, l’incandescenza della sua natura che travolge, rovescia, ribalta, stravolge, sovverte l’essere. L’essere nel vivo del suo furore e delle sue forze ambigue, violente e sensuali. All’origine un oscuro desiderio che ci predispone alla vertigine. E’ il senso di sé, quel valore radicalmente umano, difeso fino allo spasmo definitivo, alla rivoluzione delle proprie forme, della propria carne.

THE WAIT
lavoro performativo della compagnia di danza “Aleph”
Totalmenteincentrato sull'attesa. Un'attesa sentita, mossa dalle logiche del fare e pertanto carica di aspettative. Una sospensione inquieta destinata a schiacciarsi tra le pieghe dell'indifferenza e dell'ostracismo. Tra gli elementi costitutivi del lavoro è l'immagine “dell'ombra”, ossia la proiezione dell'uomo sulla terra. Quest'ultima conferisce all'individuo una terza dimensione, l'anfratto per le sue paure ed i suoi demoni. Alter ego, antagonista, archetipo potente. L'ombra è il buio della coscienza ma è anche quel fertile sottosuolo da cui l'individuo risorge dopo la caduta. Una dimensione profondamente umana, dunque. Citando Jung: “il contatto con l'ombra è necessario per individuarsi, perché veniamo in empatia con una parte molto profonda di noi stessi”. Quando non riusciamo più a trovarla significa che la sospensione è terminata e con essa è terminato l'uomo, nella sua dimensione finita almeno. Tutto ciò che avviene tra la scoperta della propria ombra e la sua scomparsa è “Attesa”. Un'attesa che, in The Wait, diviene progressivamente più angosciante [in realtà io non posso più aspettare, è il disperato urlo di una delle ragazze]. Geniale questa coreografia di Paola Scoppettuolo, frutto d'un intenso percorso culturale, un profondo lavoro sul gesto ed una viscerale autoanalisi. Alessandra Cristiani


Musica

3 AGOSTO
L'INTERNO DI BABELE
di Mauro Tiberi e il Kairos ensemble
Il canto dei suoni della lingua primordiale e del “cantare la voce. Un omaggio a Demetrio Stratos come iniziatore di una ricerca sull'archetipo della voce. Mauro Tiberi cantore e ricercatore vocale, studioso di canto sacro di varie tradizioni d'oriente, canterà la voce frammentando il suono di lingue antichissime ai suoni di un ipotetica lingua primordiale umana.

13 Agosto
VOCE ‘E NOTTE
Un viaggio nella poesia e nella canzone classica napoletana dal 1700 al 1950
a cura Nuccio Siano
Ciò che rende singolare questo spettacolo è certamente l’estrazione teatrale degli interpreti che si traduce in freschezza espressiva unita ad uno stile raffinato.
Nuccio Siano, attore e regista qui in veste di musicista chansonnièr, e Salvatore Zambataro, maestro concertista, assommano per il grande repertorio napoletano un duo poetico ed ironico, un’autentica novità.
In una lettura essenziale e appassionata, con inediti arrangiamenti per voce, chitarra, fisarmonica e clarinetto delle grandi melodie del settecento, ottocento e del novecento napoletano, al fianco di un repertorio brillante con brani tratti dal Cafè Chantant, Voce ‘e notte ha confermato in una fortunata tournèe internazionale (Monaco, Bruxelles, Marsiglia, Budapest, Beirut, Tripoli, Melbourne, Brisbane, Il Lussemburgo e New York) un autentico successo di pubblico e critica.

Attività

3-5-8-10-12 Agosto
LETTURE PER BAMBINI
"Le ore della fantasia", laboratorio di lettura di fiabe e favole a voce alta per un pubblico di bambini e di ragazzi. A cura di Anna Maria Loliva. Le letture ci saranno dalle ore 18 alle 20


Performance

Antonio Bilo Canella 
In questa manifestazione dell'Estate Romana la Performazione affronta le Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone.
Nelle Metamorfosi Ovidio si propone di mostrare tutto l'universo, tutto il mondo con tutto ciò che vi esiste, di creare quasi un'enciclopedia della natura: duecentoquarantasei favole che costituiscono un ciclo unitario ed esprimono il carattere fluido e precario dell'identità, l'effimero equilibrio tra amore e morte, stabilità e caducità, ordine e caos, l'incerto confine tra l'inconsistenza delle apparenze e la concretezza delle cose. Sono dieci gli Artisti (attori, musicisti, danzatori, performer, artisti visuali) che affronteranno insieme lo studio dei materiali di Ovidio contribuendo ognuno, a seconda delle proprie competenze, alla definizione di un metafisico luogo di appartenenza per “Metamorphosis”.

METAMORPHOSIS
liberamente performato da Ovidio. a cura di Antonio Bilo Canella.
Ritual Spettacol¬Azione basata sulla Performazione. Scenotecnìe e Scenografie a cura di Marco Fioramanti.

9 Agosto 2016, ore 21 Del Cielo e della Terra, Creazione ed Estinzione:

  • • Protasi: voci e relazione con l'assemblea, spiegazione e racconto (Antonio Bilo Canella, Giovanni Greco, Dr. Lops)
  • • Invocazione: musica e performazione verbale, danza sculturale e minimale, intracorporale (Antonio Bilo Canella, Maria Borgese, Dr. Lops)
  • • Performazione: corpi, parole, danza e musica (Antonio Bilo Canella, Giovanni Greco, Maria Borgese, Dr. Lops)

10 Agosto 2016, ore 21 I Rapimenti e le Rinascite, Eleusi e l'Amore:

  • • Protasi: voci e relazione con l'assemblea, spiegazione e racconto (Antonio Bilo Canella, Giovanni Greco, Dr. Lops)
  • • Invocazione: musica e performazione verbale, danza sculturale e minimale, intracorporale (Antonio Bilo Canella, Maria Borgese, Dr. Lops)
  • • Performazione: corpi, parole, danza e musica (Antonio Bilo Canella, Giovanni Greco, Maria Borgese, Dr. Lops)

11 Agosto 2016, ore 21 L'Eroe in Comunione, nascita della scrittura ed altre nefandezze:

  • • Protasi: voci e relazione con l'assemblea, spiegazione e racconto (Antonio Bilo Canella, Giovanni Greco, Dr. Lops)
  • • Invocazione: musica e performazione verbale, danza sculturale e minimale, intracorporale (Antonio Bilo Canella, Maria Borgese, Dr. Lops)
  • • Performazione: corpi, parole, danza e musica

Istallazioni video

Saranno presenti in video le opere di Saskia Edens (Svizzera) e Bobey Marguerite (Francia)
Il codice dell'espressione diviene open-source, l'artista se ne appropria in quanto inevitabilmente quella sorgente ora gli appartiene, la vive e si confronta nel quotidiano.
L'opera è portatrice di vicinanza, ci parla del circostante, ci invita a voltarci per osservare meglio il nostro tempo.

Molotov
Scritto da
Rosamaria Aquino

Con
Mariateresa Pascale

Regia
Francesca Romana Miceli Picardi

Aiuto Regia
Gaia De Grecis

Luci e audio
Lara Panizzi

Con la partecipazione di
Francesca Annunziato


Sinossi

Cosa hanno in comune l'inchiesta giornalistica su una piazza, un'indagine su una molotov abbandonata davanti alla Questura e le intromissioni della politica e dei poteri forti sulla libertà di stampa?
Tutto questo e molto altro è
"Molotov": storia liberamente ispirata a una e più vicende realmente accadute, come dimostrano i verbali giudiziari che intervallano il racconto.
E' l'estate del 2012 quando Margherita, una giornalista, viene indagata dalla Digos. Prima per un procurato allarme al Comune di cui scrive cronache quotidiane, poi per una molotov indirizzata alla stessa Questura.
In pochi giorni, Margherita, da "indagatrice" della realtà circostante si ritrova indagata a sua volta, con tanto di prelievo di impronte, interrogatori e analisi del Dna.
Un vortice che cambia la sua vita e inevitabilmente anche la sua visione delle cose.

Note di Regia
Di Francesca R. Miceli Picardi

Quando eravamo bambini, la maestra tracciava una linea.
Da un lato c'erano i buoni, dall'altro i cattivi.
Bisognava scegliere da che parte stare.
La protagonista di "Molotov" sceglie di stare dalla parte della verita' e ne paga le conseguenze.
La verita' e la pochezza solitamente non si incontrano, nemmeno su una lavagna divisa in due da una linea.
La pochezza veste di nero e ha la voce roca. Non compie gesti eclatanti. Trama sottobanco. La verita' al contrario urla.
Anche se troppe volte e' un urlo muto. Inascoltato.
Ho cercato invece di dare voce a Margherita, perche' si continui a scegliere di sapere e non di tacere.
Di lottare e non di bassare il capo.
Di conoscere la storia di una Donna che non e' solo la protagonista di un testo Teatrale.
L'Italia e' un cantiere che non verra' mai terminato.
Le vere molotov sono le verita' che vengono celate.

27-28- 29 maggio 2016, ore 21:00

T(i)LT - Trama Libera Tutti

Snow

Spettacolo di improvvisazione teatrale

Di
Trama Libera Tutti

Regia
Pierpaolo Buzza

Cast
Chiara Benvenuti
Federica Forbicioni
Nicola Galea
Marco Masi
Filippo Maria Moscati
Simona Pettinari
Vittorio Rainone
Barbara Sperandii
Musiche
Valerio Passi



Snow, la nuova produzione dei Trama Libera Tutti, è uno spettacolo teatrale completamente Verranno chiesti al pubblico un titolo e un incipit, e sulla base di questi suggerimenti gli attori –fra i più esperti della scena improvvisativa romana – metteranno in scena la cosa contemporaneamente più facile e difficile di tutte: una storia. Una storia nata in tempo reale dalla penna di Snow, uno scrittore talmente coinvolto nel suo racconto che sente i suoi personaggi come quasi più veri di lui. Gli attori non saranno soli in questo viaggio: verranno accompagnati dalla musica e dalla regia, anch’esse improvvisate dal vivo, per portare gli spettatori in un’atmosfera ogni volta diversa. Verranno esplorati i personaggi in ogni loro sfaccettatura: la loro tridimensionalità, le loro relazioni, il loro passato. Ci sarà da ridere e da emozionarsi, per un vero e proprio salto nel buio in cui verrà stravolta ogni regola che pensavate di conoscere sulla narrazione teatrale.