Teatro Tordinona Sala Pirandello Dal 17 al 20 Maggio 2018 ore 21 (domenica ore 18) IL QUARTO ELEMENTO Regia di Andrés Suriano e...


Teatro Tordinona


Sala Pirandello


Dal 17 al 20 Maggio 2018 ore 21
(domenica ore 18)


IL QUARTO ELEMENTO
Regia di Andrés Suriano e Annalisa Malizia
Foto di scena e assistente alla regia: Dario Ariosto
Disegno luci: Annalisa Malizia
Make up: Anna Cavaliere
Ufficio stampa: Francesco Caruso Litrico
Una vera storia di manipolazione. Uno psicodramma.

Di Andrés Suriano
Nella lotta fra due demoni fu un angelo a morire.
La vita di Massimo, fidanzato con Ludovico da quasi un anno con il quale convive, è fortemente condizionata da un oscuro segreto che mette a dura prova il suo rapporto con il partner. Questo traumatico ricordo diventerà ogni giorno più presente scatenando in Massimo uno stato di odio profondo che lo porterà a manifestare nei confronti di Ludovico un accanimento morboso e manipolatorio, una violenza psicologica che finisce per  imprigionarlo in un macabro labirinto senza uscita dove il dolore e la sofferenza diventano inevitabili compagni di viaggio.
Un serial killer dell’anima. Un vampiro energetico. Un mostro che a sua volta  genera altri mostri mettendo a nudo il lato più oscuro dell’essere umano.
Qual è il confine fra vittima e carnefice? fra amore e odio? Sono realmente due facce della stessa medaglia?
Delirio di onnipotenza. Perversione. Narcisismo. Bisogno di vendetta. Di riscatto morale. Paura di amare. Il ritorno di un passato destabilizzante che non è disposto a scomparire bensì  a diventare sempre  più ingombrante fino a far sprofondare la verità dei sentimenti in un mare di inutili dubbi. L’amore e la solitudine sono in lotta continua fra sei personaggi ignari della crudeltà che li circonda e allo stesso tempo li accomuna. Tutto questo davanti ad una porta…che sbatte in continuazione, senza chiudersi mai.
La porta del proprio inferno interiore.
Il Cast:
Ludovico Imperatori  –  Andrés Suriano
Massimo Santini  –  Gianluca Scuotto
Elena Fagan  –  Ilaria Giambini
Sergio De Venere  –  Cristiano D’Alterio
Roberto Conti  –  Alessandro Di Giulio
Esteban Tinayre  –  Gabriele Namio

Teatro Tordinona Sala Pirandello Dal 5 all' 8 Giugno 2018 ore 21:00 LE ONDE DI ELLIDA (DA IBSEN A OMERO E...






Teatro Tordinona




Sala Pirandello



Dal 5 all' 8 Giugno 2018 ore 21:00



LE ONDE DI ELLIDA
(DA IBSEN A OMERO E VICEVERSA)


Regia e scrittura : Viviana Di Bert
Luci : Ettore Bianco
Costumi : Alessandra Pinzari Milani


PERSONAGGI e ATTORI

Dottor W Stefano Villani
Ellida /Penelope Valeria De Matteis
Ulisse Marco Della Porta
Straniero Gianfrancesco Fidone
Artista Adriano Greco
I Sirena Giulia Masotti
II Sirena Sonja Cappello
III Sirena Giovanna Ria
IV Sirena Fiammetta Michetti

Non solo spettacolo, anche installazione umana con al centro lo spettatore in
un viaggio all'interno dell’uomo-artista. Un viaggio di trasformazione in cui
l'esperienza è passaggio tra oscurità e luce.
Ulisse torna da Penelope come Lo Straniero torna da Ellida.
Ritornano trasformati e diversi, non riconosciuti ma ciecamente desiderati.
Ulisse nel tempo diventa lo Straniero, le sirene la voce che alla mente fragile,
mutevole, altalenante e matrice di paure chiede una scelta.
É questo il perno attorno cui ruota lo spettacolo, una contaminazione fra
Omero e Ibsen dove le onde del mare diventano la rappresentazione della
vita, del partire e tornare, del nascere e morire, del sogno di potere finalmente
essere immortali.

Teatro Tordinona Sala Straberg Dal 11 al 15 e dal 20 al 22 Aprile 2028 ore 21 IO CHE AMO SOLO TE di Luccilla Lupaioli e Alessandr...

Teatro Tordinona


Sala Straberg


Dal 11 al 15 e dal 20 al 22 Aprile 2028 ore 21



IO CHE AMO SOLO TE

di Luccilla Lupaioli e Alessandro Di Marco

con Riccardo D'Alessandro
Andrea Lintozzi
e Alessandro di Marco

Per un gay che si dichiara, ce ne sono dieci che non lo fanno, e cento che non l’hanno mai confessato a se stessi”.
(Marguerite Yourcenair)
Si tratta di un viaggio eroico, doloroso ed entusiasmante: il percorso verso l’accettazione di sé. Non sempre agevole, spesso, anzi, è impervio e malagevole, di quelli che si pensa “meglio starsene qui, al caldo, sotto le coperte, senza cambiare nulla”. Perché ad uscire fuori il freddo è davvero troppo, il rischio di farsi male inaccettabile.
Si tratta di due adolescenti, forti delle loro certezze e di un’amicizia inossidabile, che scoprono di amarsi in un modo che mai e poi mai avrebbero pensato possibile. Le certezze crollano, arrivano la paura e il puro terrore di essere scoperti e derisi. Ma, al tempo stesso, la felicità. Rapida e terrificante, folle e inebriante. La felicità. Sensazioni contrastanti che richiedono coraggio, comunicazione, condivisione. E Nicco e Vale, forse, a sedici anni, quel coraggio non ce l’hanno. A sedici anni si ha bisogno di essere parte di tutto, di non essere esclusi, mai, ad ogni costo. Anche quando esplode dentro la necessità di urlare al mondo la bellezza e l’orgoglio della propria natura.
Si tratta di uomo, che ripensa e rivede il suo passato e l’occasione, forse persa, di essere se stesso, di essere libero. Si tratta del suo racconto che parte da una sera uguale a tante che, però, così uguale non è, perché, forse, avrebbe potuto cambiargli la vita. Se solo avesse ascoltato il cuore.
Secondo uno studio dell’Università di Edimburgo, un ragazzo su quattro che si suicidano tra i sedici e i venticinque anni, lo fa perché non riesce ad accettare l’idea di essere omosessuale, dunque deriso, escluso, emarginato dal gruppo o, nella peggiore delle ipotesi, bullizzato o picchiato. Gli adolescenti, peraltro, essendo in età scolare, sono molto più esposti degli adulti alle aggressioni, fisiche o verbali, a sfondo omofobico. Troppo spesso ancora oggi, si ascolta la voce terrificante della paura.
La scena, quasi vuota, racconta la leggerezza e la pienezza di un amore adolescenziale, fatto di un linguaggio diretto e immediato, di musiche rock martellanti, di rabbia e tenerezza. Le parole calde e consapevoli dell’adulto ci portano a rivivere l’emozione di sentirsi unici, la paura e, per la prima volta, cosa significa vivere la sensazione di essere dove si deve essere. E starci come se, davvero, non ci fosse un domani.

Niccolò e Valentino si conoscono da sempre. Perché a 16 anni, a pensarci bene, il tempo è sempre. Nicco e Vale, che hanno accorciato i loro nomi perché non hanno il tempo di pronunciarli per intero, fanno tutto insieme e dividono tutto.  La scuola, le interrogazioni, le partite di pallone, le birre, il fumo. Nicco e Vale condividono un tempo, l’adolescenza, che sembra essere sempre e per sempre.  Un tempo che corre al ritmo accelerato di musica martellante nelle orecchie e birre a buon mercato, partite di pallone fino all’ultimo respiro, notti interminabili passate a parlare e sperare. Tutto corre e scorre, immutabile e rassicurante, fino a quella sera. La sera in cui, dopo una festa annebbiata dal fumo e dall’alcol, Nicco e Vale scoprono di potersi amare in un modo che mai, forse, avrebbero pensato. O che forse, chissà, era da sempre davanti ai loro occhi, ma guardarlo, anche solo pensare che potesse esistere, faceva paura, davvero troppa paura. Tutto è perfetto, come scoprire che l’amico di sempre è anche l’amore della tua vita, quello che, almeno in quel momento, credi possa durare in eterno perché è assoluto, perfetto e fondamentale. Ma arriva la paura, il terrore freddo e crudele del giudizio degli altri, delle famiglie, della scuola, del gruppo di amici. E di fronte a questo non bastano le parole, non basta la speranza che qualcosa possa cambiare, e soprattutto non basta l’amore. Perché si è troppo giovani, forse, per essere davvero coraggiosi. E allora, forse, è meglio stare con la maggioranza, ridere di un frocio di merda e sputargli in faccia, magari. Anche se quel frocio è proprio il tuo amico della vita, il tuo amore puro per il quale sai che potresti anche morire.  Tutto, purché non si sappia niente di quei baci e di quelle carezze. E di quanto era bello stare ore insieme, anche soltanto a guardarsi.
Lui ha provato a perdonarsi, ci ha provato ogni singolo giorno della sua esistenza tiepida, fatta di bugie e di sorrisi a mezza bocca. Ha provato a sostituire quei sospiri con una moglie, una famiglia, giornate consuete come quelle di chiunque. Come se quel qui e ora, quella musica e la pelle di lui non fossero mai esistiti. Deve perdonare assolutamente quel ragazzino che non poteva riconoscersi in qualcosa che oggi sa che nel tempo è diventato il bene più prezioso: l’amor proprio. Deve farlo per sé, per amore di quell’amico perduto e per tutti quei ragazzini che ancora oggi non ce la fanno.


-         Ti ho pensato tutti i giorni.
-         Mi sa pure io.
-         E che hai pensato?
-         Boh. A niente. A tutto. A noi. 

Responsabili del progettoAlessandro Di Marco 3392542209 dimarcoa.72@gmail.com
Lucilla Lupaioli 3477193584 lucillalupaioli@gmail.com
Organizzazione bluestocking.it 

Teatro Tordinona Sala Pirandello Dal 26 al 27 Aprile 2018 ore 21:00 STRAORDINARIE DONNE di e con Lavia...
























Teatro Tordinona


Sala Pirandello



Dal 26 al 27 Aprile 2018 ore 21:00


STRAORDINARIE DONNE

di e con Laviania Gri

zi

musiche di Lucia Marziali

Racconti autobiografici, poesie, scritti e lettere inedite di quattro grandi donne che hanno segnato il nostro tempo, rivissute attraverso le interpretazioni di Lavinia Grizi . In un momento storico come quello che stiamo vivendo, costellato da continue notizie che vedono le donne al centro di episodi di cronaca e violenza, lo spettacolo ripropone il monologo Lo stupro di Franca Rame portato coraggiosamente in teatro, che ripercorre la violenza da lei subita. Inoltre, gli aforismi tormentati di Alda Merini e gli episodi di vita della poetessa e traduttrice Joice Lussu, che faranno cenno anche alla Shoah. L’apertura dello spettacolo sarà dedicato ad Anna Magnani , raccontata attraverso la sua infanzia, gli amori e il periodo americano culminato con l’Oscar del ’56, vinto con il film La Rosa Tatuata di Tennessee Williams.     
A tutte le donne che si presenteranno in teatro portando ai piedi delle scarpe rosse verrà offerto il biglietto d’ingresso a € 3,00.
Alla fine dello spettacolo del 26 Aprile sarà offerto un calice di brut di augurio .  

Teatro Tordinona Sala Pirandello 7- 8 Maggio 2018 HENRY E ANAIS Collage concerto Regia di Mauro Barabani Rebecca Lou Guerra pianoforte so...


Teatro Tordinona

Sala Pirandello
7- 8 Maggio 2018

HENRY E ANAIS Collage concerto

Regia di Mauro Barabani
Rebecca Lou Guerra pianoforte solo

interpreti Mauro Barabani e Antonella Carignaniscenografia del maestro Claudio Capotondi

L’idea della rappresentazione è nata dalla lettura di “Collages” di Anais Nin. 
 “Li misi tutti assieme e così formai un collage di sognatori che mai si sarebbero parlati  l’un l’altro poiché ognuno perseguiva la propria fantasia.”, scrive Anais Nin.
Esiste una ricca documentazione di lettere che Miller e la Nin si sono scritti nei decenni, ma non è questa la fonte a cui mi sono rivolto, bensì alla loro opera letteraria.
Ho incollato assieme ritagli della loro opera fino a formare un quadro, una composizione, una partitura, un collage, appunto.
Apparentemente non vi è un ordine, ma un disordine organizzato attraverso libere associazioni, flussi di coscienza, sogni, confessioni, poesia. Un flusso di coscienza dove l’autore trascrive immediatamente il pensiero e le emozioni nel loro fluire e nel loro apparire, senza una rielaborazione razionale.
D’altra parte, Miller si considerava un surrealista ancor prima di conoscere i surrealisti, e poi si riteneva debitore verso J. Joyce; lo stesso dicasi per Anais Nin, con in più l’interesse per la psicoanalisi, entrambi amavano A. Rimbaud. Inoltre, vi è una intera pagina in “Tropico del Capricorno” dedicata al filosofo Bergson, uno dei primi a scrivere del “flusso di coscienza.”
 Le immagini, le parole della vita e del sogno si perdono e s'intrecciano le une nelle altre.   Una sirena incanta Ulisse e Ulisse incanta una sirena.
 Henry e Anais si autoritraggono, incollando pezze colorate al loro variopinto costume d’Arlecchino e Colombina.  E’ un gioco a nascondersi più che ad apparire, per liberarsi dalla stretta soffocante del realismo e della trama.
Una vera sfida per due attori, una funambolica sfida senza  la rete di protezione del personaggio e della trama. Già, perchè alla fine, Henry e Anais, a loro volta, non sono che un pretesto, non sono che partitura musicale. “ Non c’è nessuna Anais Nin riflessa nello specchio.” Dice Anais. “Questo è un autoritratto che contiene solo le parti mancanti.”, ripete Henry.
 Cosa resta allora? La musica, il sogno, l’immaginazione, il teatro. Mi sembra che basti."

Mauro Barabani