Dal 9 al 17 ottobre 2021, ore 21,00
di Danilo Laccetti
(da Goncharov)
regia di Massimiliano Caprara
Tel. 06 6879829
Oltre a questo, nel
Teatro diretto da Ulisse Benedetti, ci saranno una serie di altre
serate, incontri, dibattiti, presentazioni di libri e anche la mostra “Immagini dall’altro mondo” a cura di
Andrea Mancini, dedicata all’avanguardia, con immagini inedite dovute a Piero Marsili Libelli, quello che negli
anni 70 era anche un fotografo di guerra (tra l’altro de
L’Espresso), un fotografo prestato appunto al teatro.
In particolare il giorno 9 gennaio alle ore 17, sempre al Tordinona, ci
sarà un momento di riflessione su “Le maschere dell’avanguardia, Oblomov e
altri”, con varie testimonianze, tra l’altro quella del prof. Andrea Mancini,
docente all’Università di Siena, di Danilo Laccetti, autore della riduzione di
“Oblomov”, di Max Caprara, regista dello spettacolo.
“Oblomov” del resto, rappresenta un’attenzione non banale al teatro russo
di 8 e 900, tenendo ben presenti i lavori di Mejerchold e Stanislavskij, come
registi, ma anche quelli di Majakovskij,, Puskin, Cechov, Dostojevskij come
autori.
Gli attori, saranno chiamati elaborare, a dare una forma teatrale compiuta
a quel teatro che è alla base dell’avanguardia internazionale, con
un’attenzione particolare ad una serie di elementi del cinema e del teatro,
pensiamo ad esempio alla serietà con cui il futurismo e il formalismo russo si
avvicinarono a Chaplin, da altre parti considerato poco più di un comico da
film muto, elevandolo a quella fama che lo avrebbe poi contraddistinto. Ma
un’altra figura che è dietro a tutta la cultura del 900 è appunto Oblomov, si
pensi che Oblomovismo, è un termine adottato anche all’interno della
nostra lingua, per raccontare una particolare disposizione dell’animo, un certo
comportamento.
Chi ha assistito alle prove lo sa bene, le due donne Laura Milani e Dominika Markov e i tre uomini, Patrizio Cigliano, Romano Talevi e Massimiliano Caprara, stanno lavorando con
la guida di Caprara, anche eccezionale interprete del personaggio di Oblomov, che riesce a
restituire - insieme ai suoi colleghi di scena - con una singolare attualità,
quasi fossero uomini e donne di oggi, incerti, vinti dagli eventi, piccoli o
grandi che essi siano, fatti di rapporti umani o di scelte più importanti,
fondamentali per la vita delle persone. Oblomov si comporta sempre allo
stesso modo, decide di non decidere, si lascia trasportare dalla vita che non
vive.
La riduzione del romanzo di Goncharov, dovuta a Danilo Laccetti rende in modo
particolarmente efficace il senso della storia, offrendo spunti di riflessione
inediti sulla figura di Oblomov.
Lo spettacolo ha una
storia che parte da lontano, anche se qui ci piace parlare dell’ultima parte,
cioè dell’appoggio del Teatro Tordinona di Ulisse Benedetti, che insieme alla
Conchiglia di Santiago srl e alla Nuova Imaie hanno permesso la sua
realizzazione, dando al gruppo una importante possibilità espressiva
Non c’è lavoro?
Rinunciamo a cercarlo.
Non c’è amore?
Possiamo farne a meno.
Non c’è neanche vita?
È lo stesso, distendiamoci sul divano, attendiamo…
UFFICIO STAMPA 3383417150 (ANNA GIANNELLI) 333
5925005 (ANDREA MANCINI)


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