Teatro Tordinona Sala Strasberg 18 - 19 Dicembre ore 21 PURI COME UNA BESTEMMIA " Puri  come  una   bestemmia " , ...

PURI COME UNA BESTEMMIA


Teatro Tordinona



Sala Strasberg



18 - 19 Dicembre ore 21


PURI COME UNA BESTEMMIA

"Puri come una bestemmia" , uno  spettacolo di canzone teatro sugli "ultimi". Le tematiche affrontate sono: l'immigrazione, l'eutanasia, la violenza sulle donne e sui più fragili,  il poco rispetto per l'ambiente e la Terra che abitiamo,  la disuguaglianza in ogni sua forma, l'indifferenza sviluppata nel corso degli anni  verso il prossimo e, peggio, la non accettazione del "diverso".
Sul palco una cantattrice (Rossella Seno) un cantautore (Lino Rufo) e un chitarrista (Carlo Fantini)

In un mondo votato al vuoto consumismo dei sentimenti e delle idee, Noi abbiamo deciso di sederci dalla parte considerata sbagliata dalle odierne convenzioni, quella del cuore.
Successo non è emergere a tutti i costi, ma riuscire a essere fedeli a se stessi, senza lasciarsi ingannare da una società che come pensiero unico ha il profitto e ci ha portati ad avere piuttosto che essere.
Ecco perché portiamo in scena le storie di coloro che, per scelta o costrizione, stanno al di là della vetrina, gli ultimi: i clochard, i carcerati, i violentati, gli zingari, le puttane, i pazzi...
…e poi la bellezza non fiorisce nei posti più inaspettati, come i papaveri tra i binari del treno, mentre le stelle continuano a cadere e istillare speranza al mondo?
…e poi la vita non è rincorrere le illusioni, ma affrontare il buio più profondo per poi scoprire la luce in fondo al tunnel della disperazione e ringraziarla per le uniche vere ricchezze che ci ha donato: occhi per vedere, cuore per amare, voce per cantare, piedi per andare..
…e la Verità non è forse odiata perché ci mette brutalmente di fronte “a quel che siamo”?
"Puri come una bestemmia" è il nuovo spettacolo di canzone-teatro con Rossella SenoLino Rufo e Yuki Rufo, un viaggio dedicato agli ultimi di tutto il mondo, che parte dall'art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (che recita "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza") e accompagna i migranti che dal "Mare nostro" sbarcano sulle coste italiane, insieme alla paura del diverso che "va eliminato con le ruspe" (ogni riferimento a Salvini è puramente casuale), qui dove "passano gli zingari" e i clochard, dai barboni di Bologna cantati da Lucio Dalla ("santi che pagano il mio pranzo non ce n'è sulle panchine in Piazza Grande") a quelli di Milano ("l'uomo che cercava di fermare la metro con la mano"), è difficile vivere nella stessa Italia che negava il diritto di poter morire a Piergiorgio Welby e a Dj Fabo, così come oggi a Davide Trentini, malato di sclerosi multipla costretto ad andare in Svizzera per ottenere il suicidio assistito, "penso troppo al mio futuro, penso troppo e vivo male, tu non farmi questo errore, vivi sempre nel momento, cogli il giorno e tanto amore, cogli i fiori di lillà" (Alberto Fortis), alla fine "sognare l'amore per sempre è l'unico rimedio per la mente" come canta Lino e "Dio cane" non è una bestemmia ma il titolo di una canzone dedicata ad Angelo, il cane torturato per divertimento da quattro balordi, "Gracias a la vida" che ci ha dato tanto e ci ha fatto così sensibili, si soffre di più ma è il prezzo da pagare per avere un'anima, "e se ci diranno che per rifare il mondo c'è un mucchio di gente da mandare a fondo...noi risponderemo no no no no..." (Luigi Tenco)
Alessandro Sgritta di Musical News

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