Teatro Tordinona Sala Strasberg Dal 8 al 11 Novembre ore 21 Domenica ore 18 TI MALEDICO di e con Paola Tarantino M onologo Fina...

TI MALEDICO


Teatro Tordinona



Sala Strasberg


Dal 8 al 11 Novembre ore 21
Domenica ore 18

TI MALEDICO
di e con Paola Tarantino

Monologo Finalista al Festival Urgenze presso il Teatro Tordinona di Roma, maggio 2017 e Selezionato per il Festival Ad Arte, Calcata edizione 2017
Note dell’autrice

Cemento, sangue sulle mani e un cuore di metallo e fil di ferro che lampeggia come un ingranaggio rotto. In una sequenza d’immagini al neon, provo a raccontare la storia di un fallimento umano e spirituale le cui radici affondano nel terreno sacro, insidioso e aspro della famiglia. La famiglia è quella rete di legami da cui non ci liberiamo mai, che ci propone modelli che ci dice cosa essere, come essere, come e cosa amare. E’ pur vero però che sia una fonte inesauribile da cui attingere ispirazione per raccontare storie ed è da li che traggo la mia per raccontarvi questa. I fatti rappresentati sono veri e se come autrice ho intinto la mia penna nell’inchiostro della metafora dell’allucinazione per trarne una donna in esilio da se stessa chiusa dentro un meccanismo disarmonico di ripetitività, da regista mi ci sono avvicinata come mi avvicinerei ad una regina in un regno di memorie ruvide, di buio, di fallimento, d’incapacità, di dolore. Da attrice ho assecondato il racconto allucinato dell’autrice e il suggerimento della regista e ho cercato la regina nascosta dentro di me, che nel tempo della dimenticanza si è costruita ali di corvo a difesa del suo cuore debole e si è abituata a vivere in un regno di cemento per non essere trovata, per liberarsi subdolamente, per essere se senza essere vista. Simbolo di sconfitta ma anche di speranza, forza di volontà, dal profondo del suo pozzo, lotta per non arrendersi all’inevitabile destino dell’immutabilità. E’ difficile cambiare, molto spesso impossibile, richiede molta rabbia e coraggio a dismisura, ma solo cambiando e accettando chi veramente siamo possiamo sopravvivere in un mondo che ci propone il fallimento come la più grande delle vergogne. I falliti non devono esistere. I falliti devono essere eliminati. Questo mondo non ammette sconfitta, ma noi esseri umani sbagliamo e perdiamo continuamente. Tra i giovani Il tasso dei suicidi è salito vertiginosamente, perché? Perché non siamo più abituati ad accettare l’imperfezione, il fallimento ci mette troppo a disagio, ci fa da specchio, perciò meglio eliminare il problema alla radice. Si diventa spietati ed ecco che ciò che Antonin Artaud definiva il “Suicidio dell’Umanità” non è un concetto formulato per un periodo storico e circoscritto ad una generazione. Capita a volte che questa crudeltà si manifesta nelle quattro mura domestiche. A volte una madre può uccidere una figlia perché ha paura per la figlia che a sua volta ha paura di fallire, che ha paura di non essere amata per ciò che è, che ha paura di non essere riconosciuta per quello che fa, perché a volte l’adulto deve riconoscersi l’incapacità di sostenere la costruzione di una nuova identità, unica speciale e irripetibile. Questa realtà credo non appartenga solo al mio vissuto, la considero parte di un sistema educativo, soprattutto della mia generazione. Attraverso questa parabola tragica e delicata il cui titolo è “Ti Maledico”, mi permetto di affrontare il tema del fallimento dei figli che non vogliono fallire, dell’essere umano che si aggrappa alla vita originaria per non precipitare nel gorgo di una società priva di istinto materno.

Note di regia

Dal buio di una stanza, giunge il lamento di una donna stesa a terra, affamata, assetata, impaurita. Salvata da uno sconosciuto durante un maldestro tentativo di morte, si trova ora rinchiusa in una prigione di cemento e di silenzio. Urla, si arrabbia, minaccia, vorrebbe essere lasciata libera, ma il suo strano salvatore risponde solo attraverso segnali di luce. 
Al limite della resistenza, la diga della ragionevolezza crollerà miseramente e la sua vera natura come un fiume gonfio di ricordi, giochi d'infanzia, tagli e verità  inonderà lo spazio e lei mostrerà finalmente se stessa.

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