Sala Strasberg Dal 6 al 9 Aprile Venerdì e sabato serale 20:30 Domenica 17:30 Le intellettuali di Molière Regia di Gianluigi Fugaci...

Le intellettuali di Moliére

Sala Strasberg
Dal 6 al 9 Aprile
Venerdì e sabato serale 20:30 Domenica 17:30

Le intellettuali di Molière

Regia di
Gianluigi Fugaci

Con
Franz Mele
Lorena Carleo
Cristina Ronconi
Valentina Palumbo
Tony Procopio
Angela Salvio
Orazio Cagnina
Marco Cuomo
Chiara Di Pietro
Daniele Franculli

Scena di
Giambi Carlucci


Andata in scena nel 1672, “Le Intellettuali” è una delle ultime commedie di Molière, che come tutti i teatranti dell’epoca si trovava a fronteggiare il presentarsi sulle scene del nuovo genere di spettacoli con musica che nel giro di pochi anni sfocerà nel melodramma e che prenderà il sopravvento sui palcoscenici di tutt’Europa. Commedia satirica di grande impatto comico, ebbe all’epoca un discreto successo nonostante segnasse, in un certo senso, un declino rispetto ai grandi successi del “Tartufo” , “Il malato immaginario” e “Il misantropo”. Cesare Garboli, scelto per la traduzione di questa messa in scena, sostiene che si tratta di una commedia in movimento dove i personaggi sono trascinati dalle loro passioni e si affrontano senza esclusione di colpi. In questo spaccato familiare, la contrapposizione non è però generazionale, come ne “L’avaro” per esempio, o ideologica come nel Misantropo, ma di genere: uomini contro donne, uomini d’affari , ricchi borghesi, conservatori degli antichi valori (ma inclini alla trasgressione), contro donne che fanno della cultura lo strumento di rivalsa per opporsi a secoli di soprusi e torti subiti. Un femminismo ante litteram quello che serpeggia in questa commedia dove il linguaggio, sempre di grande importanza in Molière, qui diventa un vero e proprio strumento di lotta, ossia le donne attraverso l’erudizione, prendono coscienza della propria forza e usano il linguaggio colto per mettere gli uomini in difficoltà e spodestarli dal loro ruolo di supremazia in famiglia. Raccontata così, sembrerebbe una noiosa commedia ideologico-femminista il cui unico interesse starebbe solo nella sua lontana datazione, invece Molière ci mette il suo genio e ci presenta personaggi pieni di contraddizioni e di incongruenze da cui scaturiscono sia i meccanismi comici che gli spunti per le più sottili riflessioni. Le donne di questa commedia, infatti sono delle principianti della cultura che, nonostante lo spirito innovatore e la voglia di emanciparsi incorrono nei classici inconvenienti pioneristici e scambiano un mediocre poetastro in caccia di dote per un genio della letteratura che frequenta la casa dove si svolge la vicenda. Dal canto loro gli uomini sopraffatti da cotanto spirito rivoluzionario non trovano di meglio che appellarsi a valori che loro stessi infrangono e mostrano i muscoli e ricorrendo anche all’inganno per ribaltare la situazione a proprio vantaggio. Il lieto fine, al quale Molière non si sottrae, non cancella gli interrogativi e le ambiguità che solo un grande testo è in grado di lasciare allo spettatore che esce dalla sala.

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